
La città siriana di Homs è ormai da quattro giorni sotto le bombe e, secondo gli attivisti dell'opposizione, ciò preluderebbe ad un attacco via terra dei governativi che potrebbe sfociare nell'ennesimo "massacro", mentre in tutto il Paese anche oggi è continuato lo stillicidio dei morti che sarebbero, sempre secondo gli attivisti, almeno 37. L'allarme era stato lanciato anche dal ministero degli Esteri francese che un paio di giorni fa aveva parlato di non meglio precisate "informazioni" su un imminente, devastante, attacco alla città di Homs. Il principale movimento d'opposizione, il Consiglio nazionale siriano (Cns), cavalca l'onda delle peggiori ipotesi e oggi ha rinnovato l'appello alle Nazioni Unite perché in Siria vengano inviati caschi blu armati. E ciò dopo che l'Onu ha proprio ieri deciso di sospendere le operazioni dei suoi circa 300 osservatori per motivi di sicurezza. Nel comunicato fatto avere al Palazzo di Vetro, il Cns chiede "che venga adottata rapidamente una risoluzione in base al capitolo VII (della sua Carta) in modo da armare gli osservatori che potrebbero in tal modo garantire la propria sicurezza e costringere il regime (del presidente Bashar al Assad) a porre fine alle stragi" attuando il piano di Kofi Annan, l'inviato internazionale che da settimane lavora per trovare una via d'uscita alla crisi. Per ora l'Onu aspetta la relazione del generale Robert Mood che, entro martedì, presenterà un rapporto con le motivazioni dettagliate che lo hanno portato alla decisione di sospendere i suoi berretti blu da ogni "missione d'osservazione" fino a "nuovo ordine". E che comunque già oggi ha chiesto che le parti in campo "permettano a donne, bambini, anziani e feriti di lasciare le zone di conflitto, Homs in particolare, senza nessuna precondizione". Nel contesto di violenze generalizzate, oggi anche il regime si è fatto sentire. Secondo il giornale al Watan, sono stati sventati tentativi di "gruppi di terroristi" di entrare a Damasco, mentre i media ufficiali hanno annunciato la morte del terrorista Walid Ahmad al-Ayeck, "l'organizzatore di tutti gli attentati compiuti negli ultimi mesi nella capitale con una serie di autobomba" che hanno causato decine di morti. ATS
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