
I combattimenti hanno investito in pieno oggi la strada tra il centro di Damasco e il suo aeroporto internazionale, che secondo i ribelli è stato chiuso al traffico. Intanto, quasi l'intera Siria precipitava in un black-out di Internet e di buona parte delle comunicazioni telefoniche senza precedenti. Gli sviluppi delle ultime 24 ore e il caos che sembra farsi strada nel Paese alimentano le attese di chi pensa ad una svolta imminente nella crisi siriana. Tra questi, stando al New York Times, vi sarebbe il presidente americano Barack Obama, che starebbe pensando ad un'azione più decisa per affrettare la caduta del regime di Bashar al Assad. Tra le opzioni in considerazione, il rifornimento diretto di armi per alcuni gruppi dell'opposizione e l'invio sul terreno di agenti della CIA per lavorare a fianco dei ribelli. Del resto anche l'inviato dell'ONU e della Lega Araba, Lakhdar Brahimi, ha ammesso oggi che "le parti non sono pronte per una soluzione interna alla crisi". In visita a Mosca, un rappresentante dell'opposizione interna, Khaisam Manaa, ha annunciato una riunione degli oppositori per il 17 e 18 dicembre a Roma con la partecipazione di 30 di gruppi, ma ha aggiunto che parlare di un dialogo con il regime è prematuro. Almeno 71 persone, tra le quali 17 bambini e adolescenti, sono state uccise oggi, secondo i Comitati locali di coordinamento (LCC) dell'opposizione. Secondo l'Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus), quindici, tra cui cinque bambini, sono le vittime di un bombardamento dell'aviazione governativa sul quartiere di Al Ansari ad Aleppo. Ma accuse di violare i diritti dei minorenni sono rivolte anche ai gruppi dell'opposizione armata, che secondo l'organizzazione Human Rights Watch (HRW) ha reclutato ragazzi fino a 14 anni. Secondo due compagnie americane, Web Renesys e Akamai Technologies Inc., "il governo ha spento Internet in tutto il Paese". Gli LCC hanno confermato la circostanza, aggiungendo che anche le linee telefoniche fisse e dei cellulari sono fuori uso nella gran parte della regione di Damasco e in quelle di Homs, Daraa, Dayr az Zor e Raqqa: ciò potrebbe significare che "il regime si stia preparando a qualcosa". Ma il ministero dell'Informazione di Damasco nega ogni responsabilità, affermando che sono stati "i terroristi" ad aver "attaccato le linee". Secondo l'Ondus, le forze governative hanno lanciato una massiccia controffensiva in serata per riprendere il controllo della strada fra Damasco e il suo aeroporto internazionale, a sud-est della città, teatro di scontri per gran parte della giornata. ATS
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