
Medici siriani hanno portato clandestinamente ad alcune ambasciate occidentali in Giordania campioni di sangue prelevati a loro concittadini morti per cause non chiare dopo bombardamenti su alcune città della Siria: saranno analizzati in laboratori di avanguardia per accertare se la causa dei decessi sia dovuta all'uso di armi chimiche. Lo riferiscono alcuni giornali in lingua inglese pubblicati nel Golfo. Da molti mesi il regime di Assad e i ribelli si accusano reciprocamente di ricorrere ad agenti chimici, ma finora non vi sono state prove schiaccianti per suffragare tali tesi. Anche la comunità internazionale appare divisa. I governi di Francia e Gran Bretagna si dichiarano certi che il regime di Assad abbia fatto uso di gas mortali, tra cui il sarin. Gli Stati Uniti hanno finora invitato alla prudenza, anche se durante l'ultima riunione Nato a Bruxelles, il segretario di Stato americano John Kerry ha esortato l'organizzazione atlantica a tenersi pronta in caso di attacco chimico in Siria. L'intelligence Usa dal canto suo considera che "verosimilmente" il regime siriano abbia usato armi chimiche "su piccola scala". Lo ha affermato oggi il segretario alla Difesa Usa, Chuck Hagel dagli Emirati Arabi Uniti, secondo quanto scrive il Washington Post. Le informazioni di intelligence di cui dispongono gli Stati Uniti non sono sufficienti per affermare che in Siria siano state usate armi chimiche, ha reagito la Casa Bianca, aggiungendo che sono necessari fatti concreti per poterlo dire e che comunque gli Usa sono pronti ad "ogni contingenza". ATS
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