
Mentre l'Unione europea ha approvato oggi l'11/a tranche di sanzioni contro il regime siriano per la repressione dell'opposizione, Damasco ha respinto, giudicandolo "una flagrante violazione negli affari interni", il nuovo piano presentato ieri dalla Lega Araba che prevede l'uscita di scena del presidente Bashar al Assad. Intanto cinque soldati governativi sono rimasti uccisi oggi nella provincia di Homs in combattimenti con militari disertori, secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, con sede a Londra. Da parte sua l'agenzia ufficiale Sana riferisce che un generale, Hassan Abdullah al Ibrahim, e un tenente, Yamen Khaddour, sono stati uccisi ieri in un agguato di "terroristi" mentre si recavano in auto al lavoro a Rankus, nella provincia di Damasco, mentre 11 passeggeri di un autobus sono rimasti uccisi, sempre ieri, in un attacco con razzi Rpg compiuto da "terroristi" ad Ashira, sobborgo di Homs. Ieri i ministri degli Esteri della Lega Araba, riuniti al Cairo, hanno chiesto alle Nazioni Unite di sostenere un nuovo piano dell'organizzazione in base al quale entro due mesi Assad trasferirebbe i poteri al suo vice e un nuovo governo di unità nazionale sarebbe costituito. La Siria considera la decisione "una violazione della sua sovranità nazionale e una flagrante interferenza nei suoi affari interni", ha affermato una fonte ufficiale citata dalla televisione di Stato. Tale iniziativa, ha aggiunto la fonte, non impedirà a Damasco di "continuare le riforme politiche e portare sicurezza e stabilità per il suo popolo", che "si è stretto intorno al presidente Assad". ATS
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