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Estero
Siria: a Homs prima defezione pubblica Shaykh Alawiti
Redazione
15 anni fa

Per la prima volta dallo scoppio della rivolta in Siria, alcuni leader religiosi della comunità alawita, branca dello sciismo a cui appartiene anche la famiglia presidenziale degli al Assad, hanno preso pubblicamente le distanze dal regime denunciando i suoi crimini e invitando tutti gli alawiti siriani a schierarsi con la "rivoluzione". In un comunicato apparso nelle ultime ore sui social network, tre shaykh alawiti di Homs, città a nord di Damasco a maggioranza sunnita, affermano che "questo regime non rappresenta in alcun modo la eminente comunità (alawita)" e si dicono "innocenti delle barbare azioni commesse da Bashar al Assad e dai suoi aiutanti", che appartengono tutti alla stessa famiglia o a clan alawiti ad essa alleati. Gli shaykh Muhib Nisafi, Yassin Yassin e Musa Mansur si rivolgono agli alawiti di Homs e in generale agli alawiti siriani affermando di aver "ricevuto rassicurazioni da parte dei nostri fratelli sunniti" che non saranno commessi nei confronti di alawiti atti di ostilità o vendetta in caso di caduta del regime. "Il regime vuole dividere il popolo siriano", prosegue il comunicato, secondo cui le bande di lealisti (shabbiha) alawiti sono composti da giovani "armati e pagati dal regime che ha offuscato le loro menti e che ha insinuato il dubbio sul loro futuro". ATS

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