
È una battaglia di importanza strategica fondamentale quella che si combatte da alcuni giorni nel nord della provincia siriana di Latakia, al confine con la Turchia, dove oggi un jet siriano è stato abbattuto dalla contraerea di Ankara. Con l'offensiva "Al Anfal" lanciata a partire da venerdì, infatti, le forze ribelli jihadiste cercano di impadronirsi del posto di frontiera di Kasab che apre le porte verso la costa mediterranea, bastione del presidente Bashar al Assad fino ad ora solo sfiorato dai combattimenti. Quella degli insorti, che Damasco afferma essere appoggiati dalla Turchia, è una risposta all'offensiva con la quale le forze lealiste sono riuscite a riconquistare il territorio lungo il confine con il Libano, attraverso il quale passavano armi e uomini per i ribelli provenienti dalle aree sunnite di questo Paese solidali con la rivolta. Domenica scorsa le truppe del presidente Assad, appoggiate dalle milizie sciite libanesi di Hezbollah, erano entrate a Yabrud, ultima importante roccaforte dei ribelli a nord di Damasco nella regione montagnosa del Qalamun. Quattro giorni dopo avevano espugnato anche la cittadina di Al Hosn e il vicino castello crociato Krak des Chevaliers, dove le forze anti-governative erano asserragliate da due anni.
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