
Almeno 55 persone sono state uccise in un nuovo venerdì di violenze in Siria. Lo denunciano gli attivisti del Comitato generale della rivoluzione siriana, citati dalla tv al-Jazeera. Stando alle fonti, 39 persone sono state uccise a Homs, la città della Siria centrale da giorni sotto il fuoco delle forze governative. Il bilancio non compende le vittime delle esplosioni che stamani si sono registrate ad Aleppo e che, secondo i media governativi, hanno fatto 28 morti e 235 feriti, stando al ministero della Salute di Damasco. Sulla responsabilita' dell'attentato il Libero Esercito Siriano (Les), formato da militari disertori delle truppe di Bashar el Assad, sembra essere diviso. Il comandante, colonnello Riad al Asad, ha rivendicato l'azione sostenendo che si tratta di "una risposta al bombardamento del regime contro Homs". Dopo poco un portavoce, il colonnello Maher Nouaimi, ha invece accusato il regime di Assad di essere responsabile del massacro: "Lo hanno fatto per distogliere l'attenzione da quello che stanno facendo ad Homs", la citta' martire in cui sono stati uccisi secondo gli attivisti oltre 400 persone. ATS
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