
L'esodo dei cristiani dal Medio Oriente preoccupa anche i musulmani moderati, che vedono dissolversi un patrimonio fondante delle stesse società arabe. A parlarne, con toni che hanno toccato il Papa e i vescovi e i patriarchi cattolici riuniti nel Sinodo vaticano sulla regione mediorientale, è stato oggi un alto esponente sunnita libanese, Mohammad Sadak, consigliere del Gran Muftì del Libano. Insieme a lui è intervenuto anche un ayatollah iraniano, Seyed Mostafa Moharghegh Damad Ahmadabadi, che ha esortato a "non incolpare né l'Islam né il Cristianesimo di azioni illegittime di alcuni individui o gruppi". "Sono preoccupato per il futuro dei musulmani di Oriente a causa dell'emigrazione dei cristiani d'Oriente", ha detto Sadak. "Conservare la presenza cristiana è un comune dovere islamico nonchè un comune dovere cristiano". L'esponente sunnita ha spiegato come i cristiani d'Oriente non siano una minoranza qualsiasi, capitata lì per caso. "Essi - ha scandito - sono all'origine dell'Oriente prima dell'Islam. Sono parte integrante della formazione culturale, letteraria e scientifica della civiltà islamica. Sono anche i pionieri della rinascita araba moderna e hanno salvaguardato la loro lingua, quella del Sacro Corano". ATS
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