
I vescovi africani riuniti nel sinodo in Vaticano ribadiscono che contro la diffusione dell'Aids il preservativo non è risolutivo e anzi la sua promozione finisce per favorire una rischiosa promiscuità. La questione è stata sollevata al sinodo dal vescovo Shikongo di Rundu in Namibia che ha spiegato come anche la chiesa abbia "un programma estensivo sull'Aids". Tuttavia "il programma governativo è più forte" e ha più influenza potendo contare su "maggiori risorse finanziarie" e "sull'uso dei media nazionali". "In questo modo però - ha affermato - viene propagata una visione relativistica e secolare della sessualità". Per questi programmi, ha aggiunto, "la preoccupazione predominante è prevenire l'infezione e il mezzo pratico più importante è il preservativo così da promuovere l'irrealistica convinzione dell'efficacia del condom". Inoltre, ha segnalato il vescovo africano, "i fallimenti di questo mezzo sono deliberatamente ignorati o spiegati in modi poco chiari. Così - ha concluso - la promiscuità di fatto viene incoraggiata e questa conduce a maggiori infezioni". ATS
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