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Sindaco Padova, non voglio vedere console Marocco
Redazione
12 anni fa

Il sindaco di Padova Massimo Bitonci sbatte la porta in faccia al console del Marocco per il Triveneto Ahmed El Khdar che aveva proposto una visita di cortesia alla nuova amministrazione a trazione leghista. "Non ho alcuna intenzione di riceverlo - annuncia secco -. Da noi vige il principio della reciprocità". La diseguaglianza sta in particolare, spiega lo stesso sindaco, nella libertà di culto. "Quando nel mondo islamico i cristiani saranno rispettati e non perseguitati - chiarisce via Twitter - allora ci parleremo". Bitonci non ne vuole sapere di affrontare la discussione sulla creazione di nuovi centri musulmani o moschee in città, bollandola come "una provocazione". E ha tutta l'intenzione di non consentire che per il prossimo Ramadan si usino, come avvenuto in passato, le palestre pubbliche. "Non farò finta di non vedere - scandisce - Le regole sono uguali per tutti. Le attività di tipo religioso devono essere svolte nei luoghi di culto, secondo quanto stabilisce il piano regolatore della città. Spazi, in questo senso, non ce ne sono perché già occupati dalle chiese". Non è la prima volta da quando si è insediato sullo scranno di Palazzo Moroni che l'ex capogruppo della Lega in Senato stravolge senza tanti complimenti le regole che governano usualmente la diplomazia municipale. Non è infatti andata meglio a fine ottobre all'ex ministro all'integrazione e attuale europarlamentare Cecile Kyenge, che si era presentata senza preavviso per chiedere spiegazioni sull'ordinanza anti-Ebola che richiede un certificato medico ai profughi, trovando deserta la stanza del sindaco. "Se l'ex ministro vuole parlarmi - aveva replicato poco dopo Bitonci con una nota ufficiale - invece di presentarsi di soppiatto, quando sono impegnato altrove, con un codazzo composto da teleoperatori e showman, faccia come tutti gli altri cittadini: prenda la residenza nel quartiere 2, venga al PalaSpiller e aspetti il suo turno". Ben diverso l'approccio con El Khadar del collega di partito Flavio Tosi, sindaco di Verona, città dove ha sede il consolato. I rapporti tra i due sono definiti da entrambi "cordiali e amichevoli", tanto che Tosi ha partecipato come rappresentante dell'amministrazione alla ricorrenza islamica della "Festa del Trono".

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