
Yonatan Azarihab, un 44enne israeliano, stava raccogliendo fondi a favore di un mercato ortofrutticolo, ieri nella periferia di Tel Aviv, quando è stato accoltellato più volte al collo da un palestinese.
Ma lui, con il coltello ancora conficcato nel collo, è riuscito a ripararsi all'interno di un'enoteca, estrarre l'arma e con quella uccidere il terrorista che nel frattempo stava attaccando il gestore del locale.
Yonatan è finito all'ospedale, ma non è in gravi condizioni.
L'agguato da lui subito è solo uno dei numerosi attacchi terroristici da parte di palestinesi che stanno facendo fortemente crescere la tensione da ieri in Israele, proprio in occasione della visita ufficiale del vicepresidente statunitense Joe Biden.
L'attacco più grave è avvenuto sul lungomare di Giaffa, sobborgo di Tel Aviv, dove un 22enne palestinese ha ferito dieci persone e ucciso un 28enne turista americano.
Ancora stamattina due palestinesi hanno aperto il fuoco contro un bus di linea a Gerusalemme, ferendo gravemente un arabo-israeliano. I due terroristi sono poi stati uccisi durante uno scontro a fuoco con le forze di sicurezza israeliane.
Joe Biden ha criticato il presidente palestinese Abu Mazen per la mancata condanna dell’ondata di attacchi. Il vice di Obama, nella conferenza stampa al termine dell’incontro con il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu, ha detto che "le violenze, la mancanza di condanne di queste e la retorica che istiga la violenza devono finire."
Biden questo pomeriggio incontrerà proprio Abu Mazen a Ramallah, in Cisgiordania.
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