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Guerra in Ucraina
Si rafforza la cooperazione Ue-Nato. "Più armi a Kiev"
© Shutterstock
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Keystone-ats
4 anni fa
L'assioma della cooperazione tra Ue e Nato, nel breve e medio periodo, resta questo: aiutare l'Ucraina senza perdere di vista che la guerra potrebbe durare ancora molto.

Più aiuti militari all'Ucraina, più cooperazione tra Ue e Nato, maggiore spinta all'industria della difesa: nel giorno della terza dichiarazione congiunta tra Unione Europea e Alleanza Atlantica Jens Stoltenberg, Ursula von der Leyen e Charles Michel chiariscono innanzitutto un punto: a Volodymyr Zelensky vanno inviate le armi che Kiev ritiene necessarie, inclusi i carri armati da combattimento Leopard. L'assioma della cooperazione tra Ue e Nato, nel breve e medio periodo, resta questo: aiutare l'Ucraina senza perdere di vista che la guerra potrebbe durare ancora molto.

Estensione del Patto atlantico

Nel documento che rinnova il Patto atlantico, estendendolo a settori come aerospazio, infrastrutture strategica, guerre ibride e disinformazione, non è delineata alcuna pausa nel flusso di armi che l'Occidente sta inviando all'Ucraina. "Il regime a Mosca voleva dividerci e ha fallito. Dobbiamo continuare sulla nostra alleanza transatlantica, sulla cooperazione Ue-Nato e rendere più forte il nostro supporto all'Ucraina", ha scandito il segretario generale dell'Alleanza annunciando per la settimana prossima una nuova riunione del Gruppo di contatto a Ramstein.

Sostenere l'Ucraina con gli armamenti

Dove gli Alleati ascolteranno dagli stessi ucraini di quali armi hanno bisogno. Le esitazioni fatte filtrare in questi giorni da Berlino sull'invio di Leopard non sono citate in maniera esplicita. Il messaggio della Nato, ma soprattutto dell'Ue, è però chiarissimo. "L'Ucraina va sostenuta con tutti gli armamenti di cui ha bisogno per difendere il proprio territorio e il diritto internazionale, inclusi sistemi avanzati di difesa aerea, ma anche altre categorie di equipaggiamento militare avanzato", ha sottolineato von der Leyen. Parole che, probabilmente, non saranno passate inosservate neanche in Italia alle prese con il sesto pacchetto di armi da inviare a Kiev. Certo, via via che la guerra si prolunga aumenta l'emergenza scorte. "È vero, le abbiamo esaurite", ha ammesso Stoltenberg assicurando tuttavia che si sta già provvedendo al riempimento degli stock. "Nel lungo periodo - ha spiegato - la soluzione è aumentare la produzione".

Bruxelles e la pressione sul Cremlino

Una task force ad hoc, in coordinamento con le agenzie europee della difesa, "per capire come riempire gli stock e cosa serve all'industria della difesa", ha spiegato von der Leyen assicurando come, parallelamente, la pressione di Bruxelles sul Cremlino resterà alta. E annunciando nuove sanzioni per Iran e Bielorussia, "che sostengono militarmente Mosca". La terza dichiarazione congiunta, composta da 14 punti e firmata a Bruxelles nel quartier generale Nato, rimarca senza mezzi termini che "questo è un momento chiave per la stabilità euro-atlantica". Il progetto dell'autonomia strategica dell'Ue, in campo militare, non può che risentirne. "La Nato rimane il fondamento della difesa collettiva per i suoi alleati ed è essenziale per la sicurezza euroatlantica", recita il documento.