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Il caso
Si esprime il Comitato del Nobel: «Il vincitore non cambia anche se il premio viene trasferito»
Ats
13 ore fa
Nella nota non vengono mai citati Maria Corina Machado e Donald Trump: «Non è nostro compito commentare quotidianamente i vincitori o i processi politici in cui sono impegnati, sono liberi di conservare, regalare, vendere o donare questi oggetti»

«Un vincitore del Premio Nobel per la Pace non può condividere il premio con altri, né trasferirlo una volta annunciato. Un Premio non può mai essere revocato. La decisione è definitiva». Lo precisa in una nota il Comitato del Premio Nobel per la Pace che, senza mai citare né Maria Corina Machado, né Donald Trump, puntualizza le proprie regole.

«Un vincitore riceve due simboli centrali del premio: una medaglia d'oro e un diploma. Indipendentemente da ciò che può accadere alla medaglia, al diploma o al premio in denaro, è e rimane il vincitore originale a essere registrato nella storia come destinatario del premio. Anche se la medaglia o il diploma entrano in possesso di qualcun altro in seguito, ciò non modifica l'identità dell'assegnatario del Premio Nobel per la Pace».

Il Comitato - prosegue la nota - «non ritiene che sia suo compito commentare quotidianamente i vincitori del Premio Nobel per la Pace o i processi politici in cui sono impegnati. Un vincitore è libero di conservare, regalare, vendere o donare questi oggetti. Diverse medaglie Nobel sono esposte in musei di tutto il mondo. Diversi premi Nobel hanno anche scelto di regalare o vendere le proprie medaglie».

Tra loro, ricorda il comitato, c'è Kofi Annan che ha donato medaglia e diploma all'Ufficio ONU di Ginevra, dove sono tuttora esposti; il giornalista russo Dmitry Muratov che nel 2022 ha venduto la sua medaglia per 103 milioni di dollari, somma che ha poi versato a un fondo UNICEF dedicato ai bambini ucraini profughi; il norvegese Knut Hamsun, premio Nobel per la Letteratura 1920 che, nel 1943, andò in Germania dove incontrò il ministro della Propaganda, Joseph Goebbels. E una volta tornato in Patria, mandò all'alto dirigente nazista la sua medaglia in segno di riconoscenza per l'incontro.

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