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Shoah: morto Edelman, ultimo comandante rivolta ghetto Varsavia
Redazione
17 anni fa

L'ultimo dei comandanti dell'insurrezione del ghetto ebraico di Varsavia contro i nazisti, Marek Edelman, è morto all'età di 90 anni. Il decesso del reduce che guidò gli ultimi giorni della vana opposizione allo sgombero del ghetto polacco e all'invio dei suoi abitanti verso le camere a gas è stata annunciata dal sito internet del quotidiano "Gazeta Wyborcza". Edelman era stato cardiologo e nel dopo guerra non aveva mai voluto lasciare la Polonia risiedendo a Lodz dal 1946. Da componente del'opposizione democratica degli anni Settanta e Ottanta, Edelman aveva affiancato il sindacato polacco Solidarnosc sostenendo Lech Walesa nel processo di democratizzazione della Polonia. Il suo nome era però legato agli eventi dell'aprile del '43, quando i nazisti decisero di smantellare il ghetto dove restavano più di 60'000 ebrei, dopo che la maggior parte della popolazione ebraica era già stata deportata bel campo di sterminio di Treblinka. L'insurrezione, ebbe modo di ricordare lo stesso Edelman, fu condotta da "220 ragazzi male armati" contro il potente esercito del Terzo Reich ma durò comunque tre settimane. Dopo il suicidio del capo dell'insurrezione, il giovane Mordechaj Anielewicz, fu Edelman a guidare la rivolta negli ultimi giorni prima del suo sanguinoso epilogo. L'attenzione di Edelman è stata sempre dedicata ai diritti delle minoranze e alla tolleranza come un grande valore sociale. Negli anni Novanta militò nel partito Unione della libertà fondato dal primo premier non-comunista, Tadeusz Mazowiecki. Nato in territorio bielorusso, Edelman si era spostato insieme alla famiglia a Varsavia. Per evitare il rischio di una deportazione in Unione sovietica aveva preferito nascondere il suo vero luogo e data di nascita e dichiarava di essere nato nel 1922 invece che nel 1919. Da ragazzo seguendo l'esempio degli genitori Edelman si impegnò nell'attività politica di una organizzazione degli ebrei socialisti, il Bund. Nel 1942 fu uno degli fondatori dell'organizzazione militare degli ebrei (Zob) che un anno dopo avviò l'insurrezione nel ghetto di Varsavia scoppiata per rispondere, in modo praticamente simbolico, al piano dei nazisti di una liquidazione totale del ghetto. La sua esperienza è stata raccontata in un'intervista pubblicata da Hanna Krall nel 1977. Nel suo ultimo libro uscito alcuni mesi fa sotto il titolo "L'amore nel ghetto" Edelman racconta non tanto il martirio degli ebrei bensì la loro vita quotidiana, e le relazioni e sentimenti che nascevano fra di loro nonostante la tragica situazione. Nel 1998 Edelman è stato insignito con "L'aquila bianca", la massima onorificenza polacca. ATS

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