
I giganti cinesi del low cost online continuano a conquistare l’Europa. Dopo Temu, che punta a crescere grazie ai rivenditori locali, è ora Shein a fare un passo decisivo: per la prima volta il marchio di fast fashion apre negozi fisici permanenti. Stando a quanto anticipato da 20Minuten, in Francia saranno sei gli spazi dedicati, di cui uno nello storico BHV Marais a Parigi e cinque nelle Galeries Lafayette. L’annuncio è arrivato da Frédéric Merlin, presidente della Société des Grands Magasins (SGM), che ha siglato l’accordo con il gruppo cinese. Fino ad oggi Shein si era limitata a pop-up store temporanei.
Troppo presto per la Svizzera
La notizia, tuttavia, non è stata accolta senza polemiche. Yann Rivoallan, presidente della Fédération Française du Prêt-à-Porter, ha duramente criticato l’iniziativa, accusando il marchio di aver già contribuito alla crisi di decine di brand locali e di voler ora “inondare il mercato di prodotti usa e getta” proprio nel cuore della capitale francese. Il portavoce di Shein non ha voluto replicare alle accuse, ma ha sottolineato che la Francia rappresenta un mercato di prova ideale per i nuovi formati. Il Paese, infatti, è tra i più importanti al mondo per il settore moda e i clienti francesi hanno espresso un crescente desiderio di interazione diretta con il brand. Alla domanda se anche la Svizzera possa vedere presto dei punti vendita, l’azienda ha risposto che è “troppo presto per trarre conclusioni”.
Limitare il fast-fashion
L’apertura avviene in un contesto particolare: lo scorso marzo il Senato francese ha approvato una legge volta a limitare la “moda ultra-veloce”, con nuove regole per frenare sovrapproduzione e consumo usa e getta. Proprio aziende come Shein e Temu sono nel mirino delle restrizioni. Resta da capire se la scelta di investire nei negozi fisici possa mitigare gli effetti delle nuove norme.

