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Estero
Serbia: insediamento Nikolic boicottato da paesi vicini
Redazione
14 anni fa

La cerimonia solenne di insediamento del nuovo presidente serbo, il conservatore nazionalista Tomislav Nikolic, che nei giorni scorsi ha negato il genocidio di Srebrenica, si terrà lunedì a Belgrado senza i rappresentanti dei principali paesi vicini. Dopo le defezioni dei presidenti di Croazia, Bosnia-Erzegovina e Slovenia, oggi è giunta infatti anche quella del presidente macedone Gjorgje Ivanov. Un comunicato della presidenza a Skopje, annunciando il no di Ivanov alla cerimonia, non ne precisa il motivo, ma appare evidente che, come per i suoi colleghi croato, bosniaco e sloveno, alla base della decisione vi siano le dichiarazioni controverse di Nikolic sia su Srebrenica che su Vukovar. In un'intervista dei giorni scorsi alla tv pubblica montenegrina, Nikolic - un ex ultranazionalista convertitosi a posizioni più moderate - ha detto che a Srebrenica, dove nel luglio 1995 furono uccisi ottomila musulmani bosniaci da parte delle truppe serbo-bosniache, non vi fu un genocidio, come sostenuto dalla giustizia internazionale, ma un grave crimine da parte di alcuni serbi che vanno individuati catturati e processati. E in un'altra intervista alla "Frankfurter Allgemeine Zeitung", lo stesso Nikolic ha detto che Vukovar, per i croati città martire nel conflitto degli anni novanta con i serbi, è una città serba dove i profughi croati non hanno motivo di tornare. Le controverse prese di posizione di Nikolic saranno sicuramente affrontate nei colloqui che il neopresidente serbo avrà il 14 giugno prossimo a Bruxelles con i vertici della Ue. ATS

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