
Il governo uscente di Belgrado ha confermato l'intenzione di organizzare le prossime elezioni serbe dell'11 maggio - politiche e locali - anche nelle residue enclavi slave del Kosovo, la provincia a maggioranza albanese autoproclamatasi indipendente il 17 febbraio. Lo riferisce oggi l'agenzia Beta Daily, precisando che il consiglio dei ministri ha ribadito questa scelta all'unanimità a dispetto delle proteste dell'amministrazione Onu in Kosovo (Unmik). Lo svolgimento delle elezioni politiche nelle enclavi serbe non pone particolari problemi, visto che i cittadini di questi insediamenti hanno tutti il passaporto della Serbia. Quello delle elezioni locali è stato invece contestato come una violazione degli accordi dall'Unmik, che rivendica a sé il diritto di co-organizzarle, in altra data, e ha fatto già sapere di non riconoscere valore legale a un eventuale scrutinio amministrativo promosso unilaterlamente da Belgrado. La leadership albanese-kosovara ha dal canto suo denunciato la decisione del governo serbo come "una provocazione" in danno di "uno Stato sovrano", annunciando una condanna formale da parte del parlamento di Pristina e chiedendo alla comunità internazionale d'impedirne l'attuazione. ATS
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