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Sequestro Spinelli, le ombre di un rapimento anomalo
Redazione
14 anni fa

Ci sono più domande che risposte, al momento, nel caso del sequestro-lampo di Giuseppe Spinelli, il tesoriere di Silvio Berlusconi, costretto in casa sua, da tre uomini armati, a chiamare l'ex premier italiano per farsi latore di una asserita offerta di documenti scottanti in cambio di 35 milioni di euro. Il rapimento, tenuto nascosto per un mese nonostante il rilievo delle personalità coinvolte, e nonostante si fosse subito risolto con il rilascio delle vittime - il ragioniere e sua moglie, Anna Rasconi - è stato rivelato solo oggi in concomitanza con gli arresti, sei. Si tratta di tre italiani e tre albanesi, tutti pregiudicati, che farebbero pensare a un goffo tentativo di 'colpo grosso' da parte di delinquenti comuni. Una serie di anomalie nella dinamica dell'accaduto, e i ripetuti "non so" degli investigatori in conferenza stampa, poi, hanno suscitato non poche perplessità. Tanto da far parlare di giallo, soprattutto attorno al particolare del cd con misteriosi documenti alcuni dei quali Francesco Leone, ritenuto il regista della banda, ha fatto vedere a Spinelli cercando di farli passare per un imbarazzante dossier che avrebbe avuto risvolti estremamente favorevoli al Cavaliere nella vicenda del cosiddetto Lodo Mondadori a scapito di Carlo De Benedetti e di Gianfranco Fini. Una chiavetta con 7 ore di filmati e un foglietto con appunti a mano che però non sono stati ancora recuperati. Chi li ha? I rapitori se li sono portati via o sono stati consegnati per una valutazione? Tutta la dinamica dei fatti, peraltro, con l'aggressione sulla porta di casa, l'atteggiamento minaccioso ma non violento, la richiesta di intermediazione al termine della quale, come nulla fosse, i sei se ne sarebbero semplicemente andati (limitandosi a fare una telefonata nel pomeriggio per sapere cosa aveva risposto Berlusconi) non è certamente consueta. Anche dopo il rilascio, poi, la ritardata denuncia (un fax partito dallo studio legale Ghedini-Longo giunto in Procura, a Milano, nel pomeriggio del giorno seguente alla liberazione, con più di 24 ore di 'bucò. ATS

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