
I carabinieri del Ros hanno sequestrato beni per 17 milioni di euro a Mario Ciancio Sanfilippo, editore importantissimo de La Sicilia e già ai vertici dell'agenzia Ansa. Il provvedimento, richiesto dalla Procura di Catania, in applicazione delle norme antimafia, è stato eseguito in un istituto di credito in Svizzera, dove erano depositati titoli e azioni per un valore di circa 12 milioni di euro e in una banca etnea, con il blocco di 5 milioni di euro.
Seguendo la scia del denaro, il procuratore di Catania Giovanni Salvi e l'aggiunto Antonino Fanara sono arrivati a localizzare 52 milioni di euro depositati in Svizzera, schermati in alcuni casi tramite delle fiduciarie di paesi appartenenti ai paradisi fiscali. Un somma di denaro che Ciancio non ha sauto giustificare. "Le indagini hanno consentito di accertare l'esistenza di una sperequazione non giustificata tra le somme di denaro detenute in Svizzera e i redditi dichiarati ai fini delle imposte sui redditi in un arco temporale assai ampio", commentano dalla procura. Gli accertamenti sono stati agevolati dalla cooperazione della Procura federale di Lugano, che tramite rogatoria, ha acquisito dagli istituti bancari documentazione bancaria rilevante.
Mario Ciancio Sanfilippo è indagato per concorso esterno a Cosa Nostra. Se i soldi non provengono dai redditi denunciati ufficialmente dall'editore, allora da qualche altra parte arrivano e su questo punto stanno indagando i pm, che nella loro richiesta di sequestro ricostruiscono i passaggi di alcuni affari condotti da Ciancio e infiltrati di Cosa Nostra.
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