
La Mauritania ha estradato in Libia Abdallah al Senussi, l'ex capo dell'intelligence di Muammar Gheddafi ricercato per crimini di guerra e contro l'umanità dalle autorità di Tripoli e dalla Corte penale internazionale. Lo ha annunciato oggi la tivù di Stato mauritana senza fornire ulteriori dettagli. Al Senussi era detenuto da mesi in una prigione di Nouakchott, la capitale mauritana, dopo essere stato arrestato: era entrato nel Paese (proveniente in aereo da Casablanca) con un falso passaporto maliano. Intorno alla sua sorte si era determinata una situazione di stallo soprattutto per l'assenza di un trattato che regoli l'estradizione tra Mauritania e Libia. Nonostante questo, i governanti libici hanno fatto forti pressioni su quelli della Mauritania, ponendo alla base della loro richiesta di estradizione il ruolo di primissimo ruolo avuto da Senussi durante il regime di Muammar Gheddafi, di cui era uno dei più stretti collaboratori. La vicenda di Senussi, quindi, alla fine ha avuto lo stesso esito di quella di Baghdadi el Mahmudi, ex premier del regime di Gheddafi che, arrestato (ma assolto e nonostante questo fatto rimanere in carcere) per essere entrato illegalmente in Tunisia, è stato al centro di una lunga trattativa tra i governanti dei due Paesi, culminata con la sua estradizione in Libia il 24 giugno, tra le proteste delle organizzazioni internazionali per i Diritti dell'Uomo, che continuano a nutrire dubbi su come sia amministrata la giustizia nella Libia post-Gheddafi. A carico di Senussi, peraltro, resta un provvedimento restrittivo emesso dalla Corte penale internazionale. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

