Cerca e trova immobili
Estero
Sentenze sull’aborto, USA col fiato sospeso
Keystone-ats
4 anni fa
Si teme che vengano confermate le indiscrezioni su un forte giro di vite

L’America con il fiato sospeso attende la decisione della Corte Suprema sull’aborto. Lunedì 13 e mercoledì 15 giugno sono infatti le giornate in cui i saggi pubblicano le loro decisioni. E quella sulle interruzioni di gravidanza è la più attesa e quella con le maggiori ramificazioni sociali e politiche.

La fuga di notizie, le proteste rabbiose
Agli inizi di maggio una fuga di notizie ha portato alla pubblicazione di una bozza da cui emergeva chiaramente l’intenzione della Corte Suprema, a maggioranza conservatrice dopo le nomine effettuate da Donald Trump, di abolire la Roe v. Wade, la storica decisione del 1973 che legalizzò l’aborto in America. Il documento pubblicato era firmato dal giudice Samuel Alito, nominato da George W. Bush.
“Roe è stata sbagliata fin dall’inizio. È il momento di rispettare la Costituzione e restituire l’aborto ai rappresentanti eletti dal popolo”, ha scritto Alito in quella che è stata identificata come una “prima bozza” dell’opinione della Corte sul caso Dobbs v. Jackson Women’s Health Organization, riguardante il Mississippi e il suo divieto di aborto dopo 15 settimane.
La pubblicazione della bozza ha spinto migliaia di donne a scendere in piazza e manifestare contro la Corte Suprema e i suoi saggi conservatori, la cui sicurezza fisica è apparsa varie volte in pericolo nelle ultime settimane. L’ultimo caso è quello dell’arresto del vicino casa di Brett Kavanaugh, nominato da Trump, di un uomo armato che voleva ucciderlo.

La questione nell’arena politica
L’aborto sta infiammando anche il dibattito politico. Forti di una maggioranza conservatrice alla Corte Suprema, molti stati repubblicani hanno lanciato strette sull’aborto fra la rabbia dei democratici e della Casa Bianca. Il presidente Joe Biden si è impegnato a difendere i diritti delle donne e ha assicurato che userà gli strumenti a sua disposizione per farlo. Una promessa non facile da mantenere visti i numeri dei democratici in Congresso e le prossime elezioni di metà mandato alle quali i repubblicani si presentano avvantaggiati.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata