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Relazioni internazionali
Semprini: "Il timore è che Trump possa cedere alle pressioni di Putin"
© Shutterstock
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7 mesi fa
Oggi in Alaska si terrà l'incontro tra il presidente Usa e quello russo. I due discuteranno anche del conflitto in Ucraina. Cosa aspettarsi? Ne abbiamo parlato con il giornalista Francesco Semprini.

Oggi Anchorage, in Alaska, è sotto i riflettori di tutto il mondo per l'incontro tra Donald Trump e Vladimir Putin. Il presidente Usa e il suo omologo russo discuteranno del conflitto in Ucraina e dei piani per un'eventuale pace, ma potrebbero parlare anche di sanzioni, del nodo del petrolio russo, del nucleare e del possibile riavvio dei rapporti commerciali congelati da anni. Stando alle ultime voci che circolano sul summit, il tycoon potrebbe offrire allo "zar" una serie di incentivi per porre fine alla guerra, come l'apertura delle risorse naturali dell'Alaska a Mosca e la revoca di alcune delle sanzioni americane all'industria aeronautica russa, ma anche l'accesso ai minerali di terre rare nelle aree dell'Ucraina attualmente occupate dalla Russia.

"Sarei prudente a parlare di accordo e di pace"

Intervenuto a Ticinonews, Francesco Semprini, inviato per La Stampa, ha affermato di voler "essere prudente nel parlare di accordo e di pace", perché l'incontro "è il primo passaggio di un percorso che si preannuncia lungo e tortuoso". Inoltre, "ci sono due grandi assenti al tavolo delle discussioni, il presidente ucraino Zelensky e l'Europa".

"Il timore è che Trump possa cedere alle pressioni di Putin"

 Una delle preoccupazioni "è che Trump possa cedere alle pressioni di Putin pur di portare a casa una pace che permetterebbe al presidente statunitense di cristallizzare il suo ruolo di mediatore a livello internazionale".

"Tutti dovranno cedere qualcosa"

Un altro grande tema su ciò che può rappresentare un percorso verso la pace è la cessione di alcuni territori ucraini alla Russia, ad esempio la Crimea. Su questo, negli scorsi giorni il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, si è detto sicuro del fatto che il tycoon aderirà alla linea europea, ovvero che nessuno oltre all'Ucraina può negoziare ciò che riguarda il governo di Kiev. "Credo che tutti dovranno cedere qualcosa, l'opzione più probabile credo sia quella di prendere atto che la Crimea sia diventata un territorio russo". Questo, continua Semprini, "è il sacrificio minore che l'Ucraina può fare, anche se perdere porzioni di territori è sempre un elemento di grande disturbo e dolore". Ovviamente, aggiunge, "è anche il prezzo che si deve pagare nell'ambito di un negoziato, per arrivare a una pace che ha dei risvolti molto più ampi. Ma anche la Russia dovrà fare la sua parte".