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Estero
Sempre più vicino l’obbligo vaccinale in Italia
Foto © CdT/Gabriele Putzu
Foto © CdT/Gabriele Putzu
Daniele Coroneo
5 anni fa
L’approvazione definitiva di Pfizer da parte della Fda, l’ok della Consulta di bioetica e un largo consenso politico potrebbero essere determinanti per la decisione

Il tema è di quelli scottanti. Se in Svizzera si discute dell’estensione dell’utilizzo del certificato Covid, in questi giorni, nella vicina Penisola, ad accendere gli animi della politica e della società italiana c’è l’ipotesi di inserire l’obbligo di vaccinazione contro il Covid-19.

A favore della misura non si sono espressi soltanto i virologi, ma pure industriali e personalità politiche di governo, quali i ministri Gelmini e Brunetta. Quest’ultimo ha dichiarato che “se non si dovesse raggiungere una copertura vaccinale pari almeno all’80%, occorrerebbe passare all’obbligatorietà”. Anche Walter Ricciardi, consulente del Ministro della Salute, in un’intervista al “Foglio” si è detto d’accordo con l’introduzione dell’obbligo vaccinale.

Approvazione definitiva di Pfizer condizione importante
Del resto, oltre a un consenso politico relativamente esteso (pur con importanti voci critiche, soprattutto a destra), nuovi elementi sorti negli scorsi giorni sembrano fornire sempre maggiore legittimità scientifica e politica per la decisione di un eventuale obbligo. In particolare, l’accettazione definitiva del preparato di Pfizer da parte della Fda americana in procedura ordinaria, che toglie definitivamente il vaccino a mRNA dalla categoria dei “farmaci sperimentali”, è vista da molti come un passo avanti verso l’obbligo. Il virologo Andrea Crisanti ha commentato che la decisione dell’agenzia Usa, forse presto seguita anche nell’Ue, “apre le porte a provvedimenti di legge che possono indurre all’obbligo della vaccinazione”.

Ok della Consulta di bioetica
L’elemento più recente in favore di un obbligo vaccinale è però il via libera, giunto l’altro ieri, della Consulta di bioetica – composta da medici, sanitari, filosofi, giuristi e cittadini di diverso orientamento politico – che si è detta d’accordo con la misura. Tuttavia, un altro importante organismo consulente del governo italiano – il Comitato nazionale per la bioetica – si è espresso negativamente.

Obbligo forse non necessario se almeno 80% di vaccinati
La soglia dell’80% di vaccinati fra gli over 12 come livello minimo per non introdurre l’obbligo è stata suggerita, oltre che da Brunetta, anche dalla ministra Gelmini, dal governatore della Liguria Giovanni Toti e soprattutto dal Sottosegretario alla salute Pierpaolo Sileri. L’obiettivo pare però a portata di mano: il generale Francesco Figliuolo, commissario straordinario per l’emergenza Covid, ha dichiarato che “l’obiettivo dichiarato a marzo di vaccinare l’80% della popolazione over 12 anni, sarà pienamente completato entro il 30 settembre”. Se questo livello fosse raggiunto, l’introduzione dell’obbligo diventerebbe più inverosimile. Attualmente quasi il 68% della popolazione italiana è vaccinato. In Svizzera il dato supera di poco il 50%.

Un ricorso contro l’obbligo respinto dalla Cedu
In molti paesi europei l’obbligo vaccinale è attualmente limitato ad alcune categorie di persone, soprattutto professionali. Proprio ieri la Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) ha respinto un ricorso presentato da 672 pompieri francesi contro l’obbligo di vaccino che era stato loro imposto.

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