
Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) intende convocare l'ambasciatore tedesco a Berna in segno di protesta per le dichiarazioni - giudicate inaccettabili e sprezzanti oggi dalla Consigliera federale Micheline Calmy-Rey durante l'ora delle domande al Nazionale - rilasciate nel fine settimana dal ministro delle finanze tedesco Peer Steinbrück, a commento della decisione elvetica di concedere assistenza anche in caso di evasione fiscale e non semplicemente di frode. Steinbrück, che non ha nascosto il suo scetticismo, ha paragonato gli Svizzeri agli "indiani" Stando a diversi media, Steinbrück ha sostenuto che una bozza di lista nera dell'OCSE col nome della Svizzera, come aveva detto venerdì il consigliere federale Hans-Rudolf Merz, in realtà non è mai esistita. "Si è trattato di uno strumento per far paura agli Indiani", ha riportato il giornalista della televisione svizzerotedesca Peter Balzli citato dall'edizione on-line di ieri della BernerZeitung. L'edizione web del Blick di oggi riporta le seguenti parole: "Non è necessario mandare sempre la cavalleria. L'importante è che gli Indiani sappiano che c'è". Insomma, commenta il giornale, se "gli indiani-svizzeri sono così grulli da credere a tutto ciò che si dice, è colpa loro". Tutta la vicenda della lista nera non sarebbe altro quindi che un'invenzione, un trucco, per mettere sotto pressione Berna. Uno dei motivi addotti venerdì da Merz, che ha spinto il governo ad allentare il segreto bancario, sarebbe stato proprio il timore di finire nella lista nera del G20 su proposta dell'OCSE, organizzazione di cui la Svizzera è membro. Merz aveva sostenuto che l'Organizzazione per la cooperazione e sviluppo economico aveva inserito la Svizzera in una bozza di lista nera. ATS
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