
Non accenna a diminuire la pressione internazionale sulla Svizzera e sul suo segreto bancario. Mentre Germania e Francia hanno ribadito oggi a Parigi la loro ferma condanna nei confronti delle oasi fiscali, negli Stati Uniti alcuni parlamentari hanno inasprito un disegno di legge che intende combattere gli abusi. Quattro senatori democratici (Carl Levin, Sheldon Whitehouse, Claire McCaskill e Bill Nelson) hanno preparato una nuova versione di un disegno di legge contro i paradisi fiscali sottoscritto due anni fa anche da Barack Obama, riferisce oggi la NZZ Online. Diversi nuovi elementi sarebbero stati aggiunti dopo la vicenda che ha coinvolto clienti statunitensi di UBS accusati di frode fiscale. Un disegno di legge simile è stato inoltrato alla Camera dei Rappresentanti da oltre 40 deputati, si legge sul sito del senatore Carl Levin. Tra le nuove proposte figura in particolare un giro di vite fiscale per le società estere gestite e controllate negli Stati Uniti, che in futuro potrebbero essere trattate alla stregua di quelle nazionali per quanto riguarda l'imposizione sui redditi. Il disegno di legge mira inoltre a colmare le lacune legislative che attualmente consentono ai cittadini stranieri di evitare le imposte sui dividendi negli Usa. I senatori intendono sottomettere al fisco anche i clienti statunitensi che finora lo hanno aggirato attraverso società estere e regolamentazioni speciali. Nel contempo i promotori del disegno di legge vogliono aumentare le multe per i banchieri e i consulenti che aiutano i cittadini Usa ad aggirare il fisco. Anche in Europa intanto non si placa la pressione sul segreto bancario. Germania e Francia hanno oggi ribadito le loro critiche alle oasi fiscali durante un incontro a Parigi tra il ministro delle finanze tedesco Peer Steinbrück e la ministra dell'economia francese Christine Lagarde. Parigi e Berlino intendono proporre ai paesi del G20 di mettere fine agli accordi bilaterali con i paesi designati come paradisi fiscali o come "centri non cooperativi in materia fiscale", ha dichiarato Lagarde, precisando che Francia e Germania "vogliono agire con determinazione sui centri che non cooperano in materia fiscale o di riciclaggio di denaro". In vista del G-20 di aprile, Francia e Germania hanno inoltre chiesto all'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) di stilare una lista di paesi che si rifiutano di collaborare. A questo proposito Steinbrück ha nuovamente lanciato una frecciata contro la Svizzera, auspicando una maggiore cooperazione da parte di Berna. Un portavoce del Dipartimento federale delle finanze si è però mostrato tranquillo e all'ATS ha dichiarato che la Svizzera aspetterà l'esito del vertice del G-20 a Londra. ATS
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