
Il presidente del Partito socialista (PS) Christian Levrat esige che il Consiglio federale rinegozi direttamente con l'Unione europea (Ue) l'accordo bilaterale contro la frode fiscale, sempre che la Commissione europea riesca ad ottenere un mandato in questo senso. In un'intervista pubblicata oggi dal quotidiano svizzerotedesco "Blick", Levrat accusa il presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz di essere stato troppo precipitoso nel suo 'no' a Bruxelles. "Respingere per principio" la proposta della Commissione europea di inserire la questione dell'evasione fiscale nell'accordo già esistente è "sbagliato", dichiara Lebrat: "Merz ha risposto in maniera precipitosa". Trattative quadro con l'Ue offrono alla Svizzera la possibilità di regolare i suoi rapporti con l'Ue in maniera molto ampia, spiega il presidente del PS: "con gli Stati Uniti negoziamo tutto, perché non fare lo stesso con l'Ue?", si interroga. Sarebbe ad esempio possibile collegare le questioni finanziarie ad altri temi importanti quali la formazione e l'energia, aggiunge Levrat. Sostenendo quest'opinione, il PS si trova isolato in seno ai partiti di governo: proprio ieri nel corso dei colloqui von Wattenwyl i partiti borghesi hanno riaffermato l'auspicio di vedere il Consiglio federale negoziare nuovi accordi di doppia imposizione con i singoli paesi, conformemente agli standard dell'OCSE. Tanto più che, in seno all'Ue l'idea di un mandato di negoziazione unico sembra incontrare un certo scetticismo da parte di Austria e Lussemburgo. Ma secondo Levrat, "è possibile" che con le elezioni europee del prossimo 6 giugno si assista a un cambiamento dei rapporti di forza: "l'opposizione di Austria e Lussemburgo potrebbe allora diminuire". ATS
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