
La Danimarca è uno dei due paesi con i quali la Svizzera ha raggiunto un'intesa per l'estensione dell'assistenza amministrativa nelle questioni fiscali che rispetti i parametri dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE). Lo ha annunciato oggi il Dipartimento federale delle finanze (DFF). Le autorità fiscali dei due paesi - scrive il DFF - hanno parafato la riveduta Convenzione di doppia imposizione (CDI). Tale accordo verrà trasmesso per conoscenza ai Cantoni e alle associazioni economiche coinvolte e, successivamente, sottoposto al Consiglio federale. Dopo la firma del Consiglio federale, la CDI riveduta verrà trasmessa alle Camere federali che dovranno a loro volta approvare il testo. Secondo quanto auspica il governo, solo la prima CDI riveduta secondo i criteri OCSE dovrà essere sottoposta a referendum facoltativo. Questa decisione spetta comunque al Parlamento. Per essere stralciata dalla famosa "lista grigia" dei paradisi fiscali redatta dall'OCSE, la Svizzera deve firmare 12 accordi di doppia imposizione. Negoziati sono in corso, tra gli altri, con Stati Uniti, Giappone e Polonia. Il 13 marzo 2009 il Governo aveva affermato che la Svizzera avrebbe allentato il segreto bancario rivedendo la collaborazione internazionale nelle questioni fiscali in base agli standard dell'OCSE. Tale modifica, spiega il DFF, rende possibile lo scambio di informazioni in singoli casi su domanda concreta e motivata. Il DFF aveva confermato lo scorso fine settimana di aver parafato un accordo di questo tipo con due stati. In totale 23 paesi membri dell'OCSE hanno pubblicamente affermato di essere interessati a firmare un'intesa di questo tipo con la Confederazione. ATS
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