
Alla vigilia del vertice del G20, Micheline Calmy-Rey porta oggi a termine la sua offensiva diplomatica sull'allentamento del segreto bancario. La ministra degli esteri sarà in visita ufficiale a Berlino, dove illustrerà la posizione svizzera al suo omologo Frank-Walter Steinmeier. Calmy-Rey ha fatto sapere alla stampa che intende spiegare alla Germania che la Svizzera è in buona fede e intende "come sempre" trasformare le proprie promesse in fatti. Sotto pressione dall'estero, il 13 marzo il Consiglio federale aveva deciso di adeguarsi agli standard internazionali in materia di scambio di informazioni per non finire su una "lista nera" dei paradisi fiscali. In particolare aveva soppresso la distinzione tra evasione e frode fiscale per i cittadini stranieri. Ciò rende ora necessaria la rinegoziazione di oltre 70 accordi di doppia imposizione. Al contrario di Italia e Francia, paesi visitati dalla Calmy-Rey nelle ultime due settimane, la Germania si è finora mostrata poco accondiscendente con la Svizzera, chiedendo ulteriori concessioni. A pesare sulle relazioni tra Berna e Berlino vi è inoltre la polemica scoppiata in seguito alle dichiarazioni del ministro delle finanze tedesco Peer Steinbrück. Questi aveva recentemente criticato a più riprese il sistema fiscale elvetico, anche con toni duri. La settimana scorsa, Steinbrück e la cancelliera Angela Merkel si sono comunque espressi a favore di una rapida soluzione della controversia. Domani, al vertice del G20, si incontreranno a Londra i capi di Stato e di governo dei principali paesi industrializzati ed emergenti del mondo. Obiettivo dell'incontro: trovare rimedi alla crisi economica e promuovere una riforma del sistema finanziario. In agenda vi è inoltre la "lista nera" dei paradisi fiscali. La questione se la Confederazione figurerà su questo elenco dei paesi non cooperativi ha dato parecchio filo da torcere ai politici e ai banchieri svizzeri nelle ultime settimane. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

