
Le succursali delle grandi banche tedesche situate vicino alla frontiera elvetica aiutano i cittadini svizzeri ad evadere il fisco, offrendo fra l'altro la possibilità di tenere conti in nero. Lo scrive oggi il "Tages-Anzeiger", che riporta i risultati di un'inchiesta in incognito condotta da un giornalista fintosi facoltoso investitore. Il cronista è andato a presentarsi agli sportelli di diversi istituti di Lörrach, cittadina non lontano da Basilea. È risultato che, oltre ad offrire interessanti tassi di interesse, le banche aiutano concretamente gli svizzeri a nascondere beni patrimoniali alle autorità tributarie elvetiche. La Dresdner Bank ha ad esempio consigliato la tenuta di due conti, il primo "bianco" e dichiarato al fisco del cantone di domicilio, il secondo "nero": segreto quindi. Stessa procedrua anche alla Deutsche Bank, che preferisce però parlare di conti "ufficiali" o non "ufficiali". Entrambi gli istituti si offrono altresì di trattenere la corrispondenza relativa al conto parallelo segreto, per non creare problemi in Svizzera. Secondo il "Tages-Anzeiger" rinomate banche tedesche prestano quindi proprio il tipo di servizio illegale che il ministro delle finanze Peer Steinbrück trova così disdicevole a ruoli invertiti. E non si tratta di un mercato marginale: secondo le stime del quotidiano zurighese nella fascia di confine dal 30 al 50% dei clienti delle banche hanno il passaporto rosso. L'inchiesta ha già provocato la reazione di Deutsche Bank, che ha respinto le accuse, sostenendo che la banca si distanzia da tutte le operazioni celate al fisco. ATS
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