
Il presidente americano Donald Trump ha minacciato in una intervista al New York Post di desecretare documenti "devastanti" per i democratici se apriranno inchieste contro la sua amministrazione quando a gennaio prenderanno il controllo della Camera.
"Se vogliono giocare duro, lo farò anch'io, vedranno quanto devastanti sono quelle pagine", ha detto, riferendosi alla documentazione che ha fatto partire l'inchiesta del Russiagate. Materiale che, a suo avviso, rivelerebbe come l'Fbi, il dipartimento di Giustizia e lo staff elettorale della sua rivale Hillary Clinton fossero in combutta per incastrarlo.
In due delle risposte scritte inviate al procuratore speciale del Russiagate Robert Mueller, Trump ha sostenuto che non era a conoscenza dell'incontro alla Trump Tower con emissari russi che promettevano materiale compromettente su Hillary Clinton.
Inoltre, il presidente afferma che il suo ex consigliere elettorale informale Roger Stone non gli disse nulla del piano di Wikileaks di diffondere le email del partito democratico per danneggiare la sua rivale. Lo riferisce la Cnn, citando due fonti a conoscenza delle indagini.
Queste risposte scritte potrebbero comportare accuse penali se risultassero false. Il presidente avrebbe precisato di aver risposto al meglio dei suoi ricordi, una formula consigliata spesso dagli avvocati per proteggere un cliente in caso di future contestazioni.
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