
Se Marine Le Pen sarà eletta nel 2012 presidente francese, convocherà entro l'anno un refendum per proporre l'uscita della Francia dall'Unione europea. Se il referendum passerà, la Francia non aspetterà i tempi previsti dall'articolo 50 del Trattato di Lisbona che regola il ritiro di un Paese, ma accelererà i tempi. Lo afferma Ludovuc De Danne, consigliere di Marine Le Pen per le questioni europee. La nuova presidente del Fronte nazionale è favorita nei sondaggi al primo turno delle elezioni presidenziali del prossimo anno. "Nel momento in cui si manifestasase il blocco che ci imporrebbe l'Ue, allora la Francia userebbe tutto il suo peso per forzare la situazione. Siamo legalitari, ma ci sono limiti all'accettabile, e oltre a tutto un ritardo nell'attuazione di quanto approvato dal referendum andrebbe contro la volontà dei cittadini francesi", afferma il consigoiere in una intervista all'Adnkronos, spiegando che "i negoziati previsti dai trattati durano anni (due, ndr) e che nel frattempo le maggioranze cambiano". "Se con il padre Jean Marie il FN ha anticipato i temi di dibattito politico, l'immigrazione, le conseguenze della mondializzazione, il fondamentalismo religioso, con Marine le Pen, che è una donna, giovane (ha 43 anni, ndr), siamo in grado di formulare le risposte attuali a questi temi. Ora il Fronte nazionale ha la capacità di agire", sottolinea De Danne. De Danne indica nell'Unione democratica di centro svizzera e nel Partito delle libertà austriaco, le forze politiche con cui maggiormente il partito si riconosce. "Con la Lega Nord italiana, vi è un rapporto di amicizia, molti temi che ci avvicinano, ma nessuna alleanza formale in vista", spiega il consigliere della le Pen. ATS
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