
Individuata l'area neurale dove nasce e si diffonde il morbo di Alzheimer: la scoperta potrebbe portare a un metodo di diagnosi precocissima e magari un giorno ad un intervento terapeutico precoce in grado di bloccare la malattia. Resa nota sulla rivista Nature Neuroscience, la scoperta si deve a ricercatori del Columbia University Medical Center (CUMC) diretti da Scott Small. Finora era noto che il morbo di Alzheimer, la forma più diffusa della demenza senile, avesse origine in una zona della corteccia cerebrale chiamata corteccia entorinale. Ma adesso i ricercatori americani hanno scoperto esattamente dove tutto ha inizio e come si diffonde la malattia al resto del cervello. Gli esperti hanno arruolato 96 anziani e li hanno monitorati per una media di tre anni e mezzo. I partecipanti erano tutti sani all'inizio dello studio, ma poi nel corso del tempo alcuni avevano cominciato a manifestare i primi segni di lieve declino cognitivo che è l'anticamera della demenza. Utilizzando una versione ad alta risoluzione della risonanza magnetica gli esperti hanno visto che la malattia inizia con l'accumulo di proteine tossiche nella 'corteccia entorinale laterale', una zona particolarmente sensibile a tale accumulo e che per di più è la 'porta di ingresso' verso l'ippocampo, il centro della memoria. La risonanza ad alta risoluzione ha 'filmato' i primi danni che si vedono perché appena ha inizio la demenza il flusso di sangue che irrora quella particolare zona inizia a ridursi, segno di alterato metabolismo cerebrale. Gli esperti credono che questa scoperta sia importante dal punto di vista della ricerca e in futuro potrebbe aprire le porte sia a un test di diagnosi precoce, sia a cure precoci per bloccare sul nascere la demenza.
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