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Estero
Scontro Macron-Netanyahu, 'Israele congeli le colonie'
Redazione
9 anni fa

Muro contro muro tra Emmanuel Macron e Benyamin Netanyahu all'Eliseo. Al termine di oltre due ore di complicati colloqui i leader di Francia e Israele si sono presentati ai media convocati nei saloni del palazzo presidenziale. Dopo aver condannato con la "più grande chiarezza ogni forma di attacco" contro lo Stato ebraico, Macron ha invitato senza giri di parole il suo ospite a fare un gesto di apertura nei confronti dei palestinesi. "Sono d'accordo con Netanyahu quando dice che bisogna dare una chance alla pace: allora fai un gesto per i palestinesi, 'give a chance'", ha martellato Macron, ripetendo quella parola in inglese come per garantire che l'interlocutore la comprendesse bene. E a chi chiedeva quali fossero questi gesti "coraggiosi" da lui invocati, il leader trentanovenne ha replicato secco: "Mi sembra che il congelamento della colonizzazione e misure di fiducia rispetto all'autorità palestinese" sarebbero atti "importanti". Poi l'affondo contro Donald Trump. La decisione di riconoscere Gerusalemme come capitale d'Israele e di trasferirvi l'ambasciata da Tel Aviv "è contraria al diritto internazionale" e "pericolosa per la pace", ha avvertito Macron, tornando a ripetere che l'unica soluzione conforme al diritto internazionale "è consentire la creazione di due Stati che convivano in pace, fianco a fianco". "Appoggeremo ogni iniziativa in questo senso", ha aggiunto, precisando tuttavia che Parigi non intende assumere iniziative alternative ma lasciare la palla dei negoziati nel campo di Washington. Netanyahu non si è fatto pregare per replicare: "Parigi è la capitale della Francia, Gerusalemme è la capitale di Israele", è così "da tremila anni". Quanto alle parole del presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, che stamattina ha accusato quello ebraico di essere "uno Stato terrorista" che "uccide bambini", il premier israeliano ha risposto per le rime: "Non accetto lezioni di morale da un uomo che bombarda i villaggi curdi in Turchia, imprigiona i giornalisti, aiuta l'Iran ad aggirare le sanzioni internazionali e aiuta i terroristi, in particolare a Gaza". Per Netanyahu - che prima di imbarcarsi per Parigi aveva già denunciato "l'ipocrisia dell'Europa" che condanna Trump ma non i razzi contro Israele - è inoltre "assurdo" che "all'Unesco e nelle Nazioni Unite ci sia una tendenza a negare i legami millenari" tra la Città Santa e il popolo ebraico. "La nostra diaspora - ha puntualizzato - ha sempre menzionato Gerusalemme", il processo di pace potrà avanzare solo quando i palestinesi riconosceranno questa realtà. Mentre Netanyahu si incontrava a Parigi con Macron - prima della visita di domani dai ministri degli Esteri Ue a Bruxelles - il presidente palestinese Abu Mazen partiva "improvvisamente" per un vertice a tre con l'omologo egiziano al Sisi e il re Abdallah di Giordania al Cairo per consultazioni urgenti su Gerusalemme. L'ira del mondo arabo per la mossa di Trump non si placa e in giornata il Parlamento giordano ha votato a favore della revisione del trattato di pace con Israele del 1994.

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