
Sette dimostranti sono stati uccisi e oltre 100 feriti negli scontri con ignoti aggressori al Cairo, in Egitto, nel corso di una protesta organizzata dai salafiti nei pressi del ministero della Difesa. Gli scontri, secondo la tivù di Stato, sono avvenuti tra manifestanti che partecipano ad un sit in da venerdì scorso davanti alla sede del ministero della difesa e assalitori non identificati. In realtà già altri scontri si erano avuti nei giorni scorsi, provocati da piccoli criminali comuni, quasi sempre istigati da privati o anche dalla polizia per creare disordini. Le richieste dei manifestanti sono soprattutto dirette all'allontanamento della giunta militare dal potere che ha assunto dopo le dimissioni di Hosni Mubarak, l'11 febbraio 2011 ed il processo dei suoi componenti per "i crimini commessi" da quando sono al potere. Analogo è la richiesta per i componenti della commissione elettorale, oltre che le dimissioni del governo presieduto da Kamal El Ganzouri. Si chiede anche che il parlamento nomini un governo provvisorio fino allo svolgimento delle elezioni presidenziali, da svolgersi il 23 e 24 maggio, come già fissato. I manifestanti vogliono che tutti i quadri del vecchio regime vengano processati per l'uccisione dei partecipanti alla rivolta e che sia impedita la candidatura alle elezioni presidenziali di chiunque abbia avuto ruoli dirigenziali durante il regime di Mubarak. ATS
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