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Le proteste
Scontri a Milano: 271 persone in questura e 32 arresti, tanti sono minorenni
© KEYSTONE (EPA/PAOLO SALMOIRAGO)
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Ats
4 ore fa
Il «Movimento 17 ottobre» annuncia una mobilitazione permanente ogni sabato: «I violenti siete voi che ci avete negato il futuro, ora quel futuro ce lo prendiamo»

È di 14 operatori delle forze dell'ordine feriti e di 271 persone accompagnate in questura il bilancio degli scontri di ieri a Milano, secondo fonti di polizia. Dei 271 portati in questura 220 sono minori, 60 stranieri.

In totale sono 32 gli arrestati, di cui 13 stranieri e 23 minori, e 28 i denunciati di cui 15 stranieri e 23 minori, scrive oggi l'agenzia ANSA. Per 174 è scattato il fermo di prevenzione di polizia introdotto dall'ultimo decreto sicurezza.

Al momento risultano 14 operatori feriti fra le forze di polizia, di cui 10 poliziotti e 4 agenti della polizia locale.

Il «Movimento 17 ottobre» annuncia una mobilitazione permanente

«Mobilitazione permanente ogni sabato. Fino alla caduta di questo governo ladro»: la annuncia via social il Movimento 17 ottobre, dando appuntamento ogni sabato alle 15 in varie piazze italiane, a partire da Milano. «Siamo quelli delle piazze. Quelli che vedono l'unica violenza nel manganello degli sbirri» spiega la descrizione della pagina appena nata su Instagram, che invita a unirsi a un gruppo Telegram.   

«I violenti siete voi che ci avete negato il futuro, ora quel futuro ce lo prendiamo» si legge in un post dove i gestori della pagina aggiungono: «Rigettiamo tutte le accuse al mittente. Violento è questo sistema che ci uccide». Tra i pochi post della neonata pagina, anche un video dove alcuni dei ragazzi che hanno saccheggiato i negozi in centro a Milano donano il loro bottino a un senzatetto, con la dicitura «Esproprio proletario a Milano».

Nella chat vengono forniti anche «consigli pratici e informazioni utili su repressione e reazione collettiva», con l'invito a stampare e condividere il volantino durante le rivolte. «Esperienza, preparazione e informazione non sono sempre a disposizione di chi partecipa ai momenti di piazza, per questo è importante fare in modo di diffonderne la cultura. Conoscerne al meglio le possibilità e i rischi permette di costruire insieme e vivere al meglio questi momenti di conflitto, a prescindere da quale forma assumano».