
Negli anni Quaranta i ghiacciai svizzeri si sono sciolti di più di quanto avviene al giorno d'oggi, e ciò malgrado temperature più basse rispetto a quelle attuali. Lo indica uno studio del Politecnico federale di Zurigo (ETH), che spiega questo fenomeno con l'irradiamento solare particolarmente intenso. Questo però non significa che il riscaldamento climatico attuale non sia problematico per i ghiacciai, si legge oggi sul giornale online dell'ateneo zurighese. Vuol semplicemente dire che queste strutture reagiscono alle temperature ma anche all'irradiamento solare. Stando allo studio - pubblicato dalla rivista "Geophysical Research Letters" e condotto sul Claridenfirn (GL), il Silvretta (GR) e l'Aletsch (VS) - il volume del ghiaccio fuso negli anni '40 è stato superiore del 4% rispetto a quello degli ultimi dieci anni. Eppure all'epoca la temperatura media era inferiore di quella odierna. In quegli anni si era però registrato un irradiamento particolarmente intenso, superiore dell'8% rispetto alla media. Le ragioni di questo fenomeno sono spiegate con l'aria meno inquinata, continua l'ETH, e la minor presenza di nuvole rispetto a oggi. ATS
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