
Non vestirà di nuovo i panni di Terminator, Arnold Schwarzenegger, l'ex attore di origine austriaca che domani lascerà dopo sette anni la poltrona di governatore della California, dove verrà ricordato per gli ottimi risultati sul fronte dell'ambiente ma anche per quelli pessimi ottenuti nella lotta contro il deficit. Sul suo futuro girano numerose ipotesi, ma Schwarzy, 63 anni, che verrà sostituito da Jerry Brown, un democratico, rimane nel vago. Non si esclude nulla, cinema compreso: forse Arnold tornerà ad Hollywood come produttore o regista; forse come attore, più impegnato rispetto a prima, se gli offriranno progetti interessanti. L'ex Terminator, un repubblicano atipico, avrà senza alcun dubbio un futuro da conferenziere di primo piano, come succede con i politici americani di spicco, e non sono pochi gli editori a sognare di pubblicare la sua biografia. Quella cioè del culturista campione e playboy venuto dal nulla diventato attore e produttore, che ha sposato una Kennedy, Maria Shriver. Quella dell'uomo dal pesante accento germanico che è diventato a sorpresa il primo cittadino della sesta economia del mondo, quella del Golden State, nel 2003, dopo averlo annunciato durante il talk show serale del popolare comico Jay Leno, quando nessuno lo prendeva sul serio. I suoi collaboratori raccontano che Schwarzenegger passa le giornate a respingere offerte di lavoro da parte delle grandi corporation, della società immobiliari e anche del mondo cinematografico. Nell'intervista pubblicata dal Los Angeles Times, il più diffuso quotidiano della California, Schwarzy non affronta la questione, limitandosi a parlare del suo bilancio politico. Ma alcune settimane or sono, salutando i suoi elettori ed i suoi collaboratori a Sacramento, il governatore aveva detto: «Non ho un piano» per il futuro. ATS
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