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Schulz gela la Svizzera
Schulz gela la Svizzera
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Redazione
10 anni fa
"Nessuna concessione sul 9 febbraio": l'UE non vuole un'altra crisi dopo la Brexit. Si lavora a una soluzione

Una delegazione del Consiglio degli Stati ha incontrato oggi a Bruxelles il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz. Oggetto della discussione: l’applicazione dell’iniziativa popolare “Contro l’immigrazione di massa”, approvata il 9 febbraio del 2014.

Il viaggio è però stato inutile. I negoziati, infatti, non sono andati a buon fine: Schulz ha escluso concessioni a Stati terzi. “Per Schulz tali concessioni sono molto improbabili – ha confermato Karin Keller-Sutter (PLR) – Sostiene che darebbero un segnale sbagiato agli altri Stati". Lo stesso Schulz sarebbe però favorevole a una soluzione con la Svizzera sulla libera circolazione

Appare chiaro che l’Unione europea non è disposta a negoziare su una soluzione che cozza frontalmente con la libera circolazione delle persone. "L’UE non vuole una seconda crisi dopo la Brexit", ha confermato il presidente del Consiglio degli Stati Raphaël Compte (PLR).

Secondo Compte "esistono delle vie, anche se non numerose e molto praticabili". "È troppo presto per entrare nei dettagli, ma si sa che una soluzione non dovrebbe scontrarsi frontalmente con l'accordo di libera circolazione delle persone", ha sottolineato. Visto il tempo a disposizione limitato egli ritiene che le discussioni informali fra parlamentari siano utili, poiché più dirette e meno diplomatiche dei negoziati ufficiali.

Dal canto suo Géraldine Savary (PS) si è detta "rassicurata e positiva": il presidente del Parlamento europeo conosce bene il dossier svizzero e ritiene che questo caso debba essere trattato in modo ben distinto dalla Brexit. "L'importante è che gli europei siano disposti a dare tempo al tempo", ha aggiunto.

Il nuovo articolo costituzionale 121a deve entrare in vigore entro il 19 febbraio del 2017, tre anni dopo l'accettazione dell'iniziativa promossa dall'UDC. In caso di mancato accordo con l'UE, il Consiglio federale applicherà una cosiddetta clausola di salvaguardia unilaterale.

La Svizzera attualmente sta tentando varie vie per risolvere la questione. Lunedì, gli emissari del Consiglio federale, con a capo il segretario di Stato Jacques de Watteville, hanno incontrato gli omologhi della Commissione Europea. Dati gli imprevisti sorti con la Brexit, è stato però rinviato il previsto incontro della prossima settimana tra il presidente della Confederazione Johann Schneider-Ammann e il presidente della Commissione UE Jean-Claude Juncker. Dovrebbe comunque aver luogo in luglio, secondo il Dipartimento federale dell'economia.

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