
Johann Schneider-Ammann ha cercato oggi di spiegare a Bruxelles i motivi che hanno indotto il Consiglio federale ad attivare la clausola di salvaguardia nei confronti di otto paesi UE. "Grazie ad informazioni supplementari la nostra posizione sarà più comprensibile", ha detto ai giornalisti il titolare del Dipartimento federale dell'economia. Il governo, ha ammesso Schneider-Ammann, forse non ha fatto abbastanza in materia di comunicazione e non è stato sufficientemente incisivo: adesso siamo tenuti a fornire queste informazioni in seconda battuta. La visita a Bruxelles, ha tenuto a sottolineare, era comunque già stata pianificata da tempo, prima ancora della decisione relativa alla limitazione della libera circolazione delle persone. Secondo il consigliere federale le reazioni europee sono state più violente di quanto ci si poteva aspettare. La commissione UE e gli otto stati dell'est europeo interessati dalla misura sono infatti dell'opinione che la Svizzera abbia operato illegalmente. "Noi invece sosteniamo che abbiamo agito giustamente". Il programma della visita di Schneider-Amman prevede incontri con i commissari Karel De Gucht (commercio), Joaquin Almunia (concorrenza), Androulla Vassiliou (istruzione, cultura, multilinguismo e gioventù) e Laszlo Andor (occupazione, affari sociali e integrazione). ATS
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