
Calciatori professionisti che hanno rapporti sessuali con una tifosa 15enne non meritano più di essere chiamati sportivi e vanno licenziati in tronco. È l'opinione del direttore dell'Ufficio federale dello sport (UFSPO) Matthias Remund, secondo cui lo scandalo emerso a Thun - fermo restando la presunzione di innocenza nei confronti dei giocatori - è molto negativo per l'immagine dell'intero ambiente. Tutto è ancora da provare: ma "il solo fatto che la polizia indaghi per reati di questo tipo mi disturba", afferma Remund. "Uomini che hanno a che fare con queste cose non hanno più il diritto di essere chiamati sportivi. Queste persone hanno un ruolo di modello: ciò vale anche per il loro comportamento fuori dal campo, devono mostrare rispetto per il prossimo, devono essere ambasciatori dello sport e dei suoi valori". Che cosa farebbe Remund se fosse alla testa di una società e se sospetti di questo tipo si confermassero? "Licenzierei subito i giocatori interessati", risponde il direttore dell'UDSPO, che in passato è stato membro del consiglio di amministrazione dello Young Boys. Secondo l'alto funzionario quanto successo dimostra anche che la Scuola federale dello sport di Macolin (BE) è sulla strada giusta: il centro si impegna infatti nella cultura della lotta al doping, alla violenza e alle molestie sessuali. Comunque, sostiene Remund, "siamo promotori dello sport, non assistenti sociali": "il marcato superamento dei limiti è un fenomeno dell'intera società". Martedì scorso la polizia ha arrestato temporaneamente a Thun 21 uomini, dodici dei quali giocatori o ex giocatori del FC Thun. Sono sospettati di avere avuto contatti sessuali con una tifosa 15enne. La vicenda ha creato parecchio scalpore, arrivando ad interessare anche la stampa estera, molto attenta ad avvenimenti di questo tipo nella prospettiva dell'EURO 2008. ATS
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