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Estero
Scambio automatico, regole Ue non bastano, meglio OCSE
Redazione
13 anni fa

Il CEO di UBS, il ticinese Sergio Ermotti, è scettico circa un'eventuale introduzione dello scambio automatico di informazioni tra l'Unione europea e la Svizzera. Il recepimento di norme internazionali da parte elvetica, ha dichiarato "NZZ am Sonntag", non significa ottenere automaticamente qualcosa in cambio. Per il banchiere bisognerebbe coinvolgere anche le piazze finanziarie Usa e asiatiche, opinione condivisa anche dalla ministra delle finanze Eveline Widmer-Schlumpf. Ermotti non ha nascosto una certa diffidenza in merito agli eventuali vantaggi per la Svizzera di un simile accordo, in particolare per quanto attiene all'accesso facilitato degli istituti di credito elvetici al mercato europeo. "Non siamo membri dell'Ue, e quindi non dobbiamo per forza adeguarci alle normative europee", ha detto Ermotti. Ad ogni modo, dopo il no della Germania all'accordo fiscale con Berna e l'aumento della pressione internazionale sulla Confederazione in seguito alla decisione di Lussemburgo e Austria di passare allo scambio automatico di informazioni, è giusto lanciare un dibattito su questo aspetto. Tuttavia, tale dialogo non va condotto solo con l'Ue, ma anche con altre importanti piazze finanziarie, come quelle asiatiche e americana. Per Ermotti è importante che venga elaborato uno standard internazionale che faccia finalmente chiarezza e che non penalizzi eccessivamente la piazza finanziaria elvetica. ATS

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