
Ben 12 minuti di applausi, salve di fiori dal loggione, grida di "bravo" hanno scandito il successo per il Fidelio di Ludwig van Beethoven che, con la direzione del maestro Daniel Barenboim e la regia di Deborah Warner, ha inaugurato stasera la stagione del Teatro alla Scala. Per l'ultima volta Daniel Barenboim è salito sul podio della prima della Scala nel suo ruolo di direttore musicale, e per la prima volta ad accogliere gli ospiti nel foyer c'era il sovrintendente Alexander Pereira. Una prima di "riscaldamento" rispetto alla stagione di Expo che inizierà a maggio e terrà il teatro aperto ogni giorno per sei mesi. "Sono rimasto entusiasta e piacevolmente sorpreso, il Fidelio a cui abbiamo assistito è un'opera di un'attualità straordinaria": è il giudizio espresso dal presidente del Senato, Pietro Grasso. "Sono attuali i temi trattati - ha proseguito -, temi come quelli della legalità, della cultura, della donna e dell'amore coniugale". Ma a tenere banco - più che la musica di Beethoven e l'allestimento contemporaneo della regista Deborah Warner - è stato quello che è successo in piazza, con tensione e un paio di feriti fra forze dell'ordine e manifestanti. Incidenti che in qualche modo hanno rovinato la festa. "Diamo sempre il peggio di noi al mondo - ha affermato il presidente della Lombardia Roberto Maroni, ex ministro dell'Interno - La prima della Scala è uno spettacolo unico e riusciamo a rovinare anche questo". E la conseguenza può essere "un danno di immagine e anche economico" secondo il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini perché "centinaia di migliaia di persone stanno decidendo se venire durante Expo e agli appuntamenti della Scala di mesi". Il sindaco Giuliano Pisapia ha spiegato che la protesta è legittima fino a che non diventa violenta e ha pregato i giornalisti di evitare allarmismi in una "situazione delicata". Se fosse venuto il premier Matteo Renzi forse sarebbe stata anche peggiore. Il presidente del Consiglio ha però preferito non essere presente promettendo che ci saranno occasioni il prossimo anno. E il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha oggi scritto al sindaco per spiegare che sono stati motivi "generali e personali" a tenerlo lontano dalla Scala. "Le proteste ci sono sempre state" ha ricordato il sovrintendente Pereira, spiegando che i soldi guadagnati stasera ( biglietti in platea a 2.400 euro) serviranno per progetti importanti come il finanziamento dell'accademia o gli eventi per i bambini e per i giovani. E comunque dopo la Ferrari "la Scala è il brand italiano più conosciuto al mondo e va sostenuta" anche a livello europeo.
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