
Il Regno Unito “sarà prospero” sia se dal primo gennaio le sue relazioni con l’Ue saranno regolate da un accordo di libero scambio “come il Canada”, sia dalle regole del Wto “come l’Australia” (e quindi da un no deal). Se ne è detto oggi convinto nel Question Time ai Comuni il premier Boris Johnson, pur precisando di credere che sia ancora possibile raggiungere un accordo nell’ambito del suo incontro con Ursula von der Leyen.
In polemica con il leader laburista Keir Starmer, il premier Tory ha poi ricordato che la Brexit è stata una scelta democratica e ha criticato le posizioni di Bruxelles su level playing field e pesca.
“Accordo ancora a portata di mano”
“Un buon accordo è ancora a portata di mano”, ha detto Johnson, lanciando tuttavia un avvertimento a Bruxelles sui nodi irrisolti del negoziato. “I nostri amici dell’Ue - ha affermato - insistono (sul level playing field) nel volere il diritto di punirci e di adottare ritorsioni se loro approvassero in futuro leggi a cui noi non ci attenessimo. E in secondo luogo dicono che il Regno Unito debba essere l’unico Stato al mondo a non avere il controllo sovrano delle proprie acque per la pesca. Punti che non credo nessun primo ministro di questo Paese debba accettare”.
Le accuse dell’opposizione
Starmer lo ha accusato da parte sua di aver promesso un accordo e di non averlo finora portato a casa, di non avere un piano chiaro per affrontare le conseguenze di un possibile no deal e di mettere a rischio i posti di lavoro e l’economia, esponendo in mancanza di un’intesa con l’Ue interi settori del Regno alla concorrenza di Paesi come la Francia, per esempio.
Contestazioni a cui il premier Tory ha replicato imputando al leader dell’opposizione di non avere a sua volta ancora detto come il suo partito voterebbe laddove un accordo di libero scambio fosse raggiunto con Bruxelles e di essersi astenuto nei giorni scorsi sulle ultime misure adottate dal governo contro l’emergenza Covid.
Chris Bryant ha lasciato l’aula
A margine del Question Time non è mancata una reazione scomposta alle parole del premier del deputato laburista Chris Bryant, che ha lasciato l’aula imprecando ed è stato ripreso duramente dallo speaker della Camera, Lindsay Hoyle, proveniente dai ranghi del Labour anche lui, per il suo comportamento definito “vergognoso”.
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