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"Sapevo si sarebbe fatto esplodere prima o poi"
"Sapevo si sarebbe fatto esplodere prima o poi"
"Sapevo si sarebbe fatto esplodere prima o poi"
Redazione
11 anni fa
La mamma di uno dei kamikaze di Parigi dichiarò di avere l'impressione che un giorno o l'altro sarebbe successo

Era il 3 novembre quando il quotidiano belga La Libre Belgique interrogava Fatima, la mamma di Bilal Hadfi. Solamente 10 giorni dopo, il 13 novembre, Bilal si è fatto esplodere a Parigi, fuori dallo Stade de France.

"Ho paura di ricevere un sms" raccontava la madre prima degli attentati. A inquietarla, la partenza per la Siria del figlio, dove temeva sarebbe morto quale "martire" dello Stato Islamico. Invece Fatima Hadfi, il nome di suo figlio l'ha visto comparire sui media di tutto il mondo visto che il 20enne è uno dei 3 kamikaze dello Stade de France.

Quando ancora viveva in Belgio, lo studente era una "pentola a pressione": "Avevo l'impressione che sarebbe esploso un giorno o l'altro" affermava la madre al quotidiano belga, ricordandone la sua partenza per la Siria nel febbraio 2015.

Fatima non era a conoscenza dei contatti del figlio, ma aveva notato uno strano cambiamento di comportamento. Bilal pare si sia radicalizzato nel giro di pochi mesi: "Difendeva gli attacchi di Charlie Hebdo - racconta una sua ex docente - Diceva che era normale, che bisognava fermare la libertà d'espressione e che gli insulti alla religione dovevano cessare. All'epoca mi spaventai e lo segnalai al consiglio di classe e alla direzione."

La famiglia Hadfi non segnalò il caso alla polizia, temendo che ciò avrebbe potuto impedire il suo ritorno in Europa, ma il futuro terrorista col Belgio non voleva più avere a che fare: "In Belgio non ho posto, è un paese di miscredenti." Le autorità belghe ben presto vennerò comunque a conoscenza dell'attività di Bilal Hadfi. A marzo, la polizia belga fece infatti irruzione nell'appartamento di famiglia. 

Secondo Fatima, erano tre mesi che non si avevano più notizie di suo figlio, che non rispondevà più alle telefonate e alle e-mail. Poi, il 13 novembre, l'ultima azione della sua vita, da kamikaze, in una strada quasi deserta nei pressi dello stadio parigino.

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