
Israele negozierà con i rappresentanti delle Chiese cristiane una soluzione alle vicende in corso che hanno portato alla chiusura del Santo Sepolcro. Lo ha annunciato l'ufficio del primo ministro Benyamin Netanyahu aggiungendo che il comune di Gerusalemme ha sospeso la richiesta delle tasse e che anche la proposta di legge in discussione alla Knesset sulle proprietà delle Chiese è congelata. Il negoziato è affidato ad una commissione presieduta dal ministro Tzachi Hanegbi. Il premier Benyamin Netanyahu e il sindaco di Gerusalemme Nir Barkat hanno concordato, riferisce un comunicato, "di istituire una commissione professionale guidata dal ministro per la Cooperazione regionale Tzachi Hanegbi, con la partecipazione di tutte le parti, per formulare una soluzione sul tema delle tasse municipali sulle proprietà delle chiese che non sono luogo di culto". In commissione ci saranno anche rappresentanti del ministero delle Finanze, degli Affari esteri, dell'Interno e del comune di Gerusalemme. A questa commissione, cui spetta negoziare con le Chiese, spetterà il compito di formulare una soluzione alla questione. "Il comune di Gerusalemme - prosegue la nota - sospende i processi di esazione municipali messi in atto nelle settimane recenti". Inoltre, "seguendo la richiesta dei capi delle chiese di negoziati sulla vendita di terreni a Gerusalemme, il primo ministro Netanyahu ha chiesto al ministro Hanegbi di esaminare il tema. Nel frattempo, ogni iniziativa legislativa in merito sarà sospesa". "Israele - conclude il comunicato - è orgoglioso di essere l'unico paese in Medio Oriente dove i cristiani e i seguaci di tutte le fedi hanno piena espressione di religione e fede".
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

