
Nell'ambito della prima "marcia europea dei sans-papiers e migranti" da Bruxelles a Strasburgo un gruppo di alcune centinaia persone è entrato oggi in Svizzera a Basilea. L'obiettivo dell'azione di protesta è di richiamare l'attenzione sulle situazioni lavorative precarie. Le autorità non sono intervenute. La coalizione internazionale dei sans-papiers e migranti (CISPM) è partita il 2 giugno dalla capitale dell'Ue e dovrebbe raggiungere il 2 luglio la sede del Parlamento europeo e della Corte europea dei diritti dell'uomo, passando da Belgio, Francia, Germania, Svizzera e Italia. Nelle diverse tappe vengono tematizzate con azioni locali le conseguenze negative della politica migratoria di questi paesi. La rivendicazione centrale è la "libertà di muoversi per tutti", anche oltre i confini nazionali e senza documenti. Vengono inoltre chieste la regolarizzazione globale e la libertà di domicilio per i sans-papiers. Inoltre si protesta contro l'inasprimento della legge sull'asilo deciso la settimana scorsa dal Consiglio nazionale. A Basilea i partecipanti non sono stati fermati né dalle guardie di confine né dai doganieri o dalla polizia. L'appello per "un divieto d'entrata e un intervento rigoroso" lanciato dall'UDC renana è quindi rimasto inascoltato. In accordo con l'Ufficio federale della migrazione (UFM) il Corpo delle guardie di confine non ha ritenuto necessario intervenire: in una "situazione particolare" come questa la sicurezza è centrale e bisogna agire in maniera proporzionata, ha dichiarato un portavoce. La marcia ha superato già diversi altri confini interni all'area Schengen senza incidenti. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

