
In uno degli attacchi più sanguinosi mai compiuti nel nord del Mozambico, 16 persone sono rimaste uccise in un'imboscata a un camion su cui viaggiava gente diretta a un mercato. Lo riferisce il sito mozambicano Sapo citando "fonti locali e autorità".
L'attacco, non rivendicato come altri compiuti dal 2017 nella provincia di Cabo Delgado dove colpiscono terroristi islamici, risale a martedì ma prime informazioni attendibili sono state diffuse ieri.
L'imboscata al camion è avvenuta nel distretto di Macomia, "vicino" alla meta del mezzo che viaggiava da Mucojo a Quiterajo con a bordo "diverse persone e le loro mercanzie". A sparare sono stati "uomini armati", riferisce il sito, ma otto persone - fra cui tre militari - sono morte "bruciate" per l'incendio appiccato al mezzo dai terroristi. Altre otto sono decedute per le ferite da colpi di arma da fuoco.
Macomia è uno dei distretti più colpiti dall'ondata di attacchi che, nella provincia di Cabo Delgado, ha causato "ameno 200" morti dall'ottobre di due anni fa, ricorda Sapo. Solo il mese scorso vi sono stati tredici attacchi con 25 morti, "decine di feriti" e "centinaia di case date alle fiamme" secondo una rilevazione del Centro de Integridad Pública (Cip) citato dal sito.
Poco più di un anno fa, nella stessa provincia a maggioranza musulmana, vi era stata la decapitazione di dieci persone e le indagini, come segnalò all'epoca la Bbc, si erano indirizzate verso gli "Al-Shabab", un gruppo formatosi nel 2015 e senza legami noti con l'omonima formazione terroristica somala.
È noto però che, come gli omonimi somali, anche gli jihadisti mozambicani cercano di imporre una rigida versione della sharia, la legge islamica.
I primi componenti del gruppo, talvolta chiamati "al-Sunna", erano seguaci di un predicatore estremista keniano ucciso nel 2012 e si stabilirono nel sud della Tanzania al confine col Mozambico.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

