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Estero
Salvi i vitigni ticinesi
Redazione
13 anni fa
Entro il 2050 le zone mediterranee perderanno quasi il 90% dei vigneti. Studer, Federviti: "Benvenga il caldo"

Entro il 2050 fino all'86% delle aree europee del Mediterraneo dove ora si produce vino potrebbe non essere più adatta alle viti a causa dei cambiamenti climatici. Lo dice uno studio del centro ricerche Conservation International.Secondo lo studio il fenomeno interesserà tutto il mondo con uno spostamento a nord delle vigne. Dall'analisi emerge che la California perderà il 60% delle aree, il Cile il 25, l'Australia il 73. Per l'Europa mediterranea, previsto fino all'86% di perdita delle aree di produzione."In questo scenario - afferma Conservation International - le produzioni si sposterebbero più a nord. In nord Europa le aree vinicole aumenteranno del 99%, in Nuova Zelanda del 168 e nel nord America del 231". I ricercatori hanno combinato 17 modelli climatici diversi per verificare gli effetti futuri delle temperature più alte e dei cambiamenti nelle piogge.Come si preannuncia il futuro per il Merlot Ticinese? Lo abbiamo chiesto a Rudy Studer presidente della Federviti sezione di Mendrisio. “Definire il clima del Ticino non è facile. Diciamo che la vite è una pianta che si adatta al clima mediterraneo”. C’è quindi da temere per le nostre vigne? Studer non lo crede, anzi…”Il mutamento climatico per noi non è un problema. Anzi il contrario. Negli ultimi anni abbiamo fatto le migliori gradazioni grazie al caldo”. “Un clima che fa soffrire la vigna sono i climi tropicali – continua Studer – dove non c’è estate o inverno. La pianta ha bisogno del freddo per poter germogliare”. Dopo queste delucidazioni gli amanti del Merlot ticinese possono essere tranquilli. Alle nostre latitudini un po’ di caldo in più non può che far bene al nettare degli Dei nostrano. ATS/MM

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