
Si profila per la seconda volta in due anni lo spettro di un'Unione Europea che deve affrontare la crisi economica senza un vero e proprio bilancio, in esercizio provvisorio. Come temuto da giorni, non è stato trovato un accordo sul bilancio Ue 2014 e 2015 entro la scadenza legale della mezzanotte di lunedì. Nodo da sciogliere, la valanga di pagamenti arretrati che vanno ai programmi Ue, un 'bucò da 25-30 miliardi euro che gli stati membri si rifiutano di ripianare pur essendone essi stessi i beneficiari ultimi. Il braccio di ferro tra i 28 e l'Europarlamento, con la sponda della Commissione Ue, ha portato a un'impasse da cui si potrà uscire solo se gli stati membri riusciranno a mettere da parte gli egoismi nazionali che ogni anno bloccano le risorse Ue. E sono a rischio i programmi come Erasmus e Horizon 2020 a favore delle categorie più colpite dalla crisi, ovvero studenti, imprese e ricercatori. Al momento, però, assicurano fonti comunitarie, non ci sarebbero carenze immediate di fondi.
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