
Se ci saranno le condizioni per farlo, i giudici iraniani "faranno del loro meglio" per ridurre la pena di Sakineh Mohammadi-Ashtiani ed evitarle quindi l'esecuzione capitale. Lo ha detto oggi il portavoce del ministero degli Esteri, Ramin Mehman-Parast. Mehman-Parast, che rispondeva ad una domanda durante la sua regolare conferenza stampa settimanale, è tuttavia tornato a condannare quelle che ha definito "pressioni di carattere politico" esercitate sul caso da Paesi occidentali, in particolare dalla Francia e dalla Germania, avvertendo che questo comportamento può avere "effetti controproducenti". Due giorni fa Malek Ajdar Shariri, il capo dell'apparato giudiziario della provincia dell'Azerbaigian dell'Est, dove Sakineh è incarcerata, aveva detto di non escludere la possibilità di un annullamento della condanna alla lapidazione, già sospesa la scorsa estate. "Tutto è possibile", aveva detto il magistrato quando un giornalista dell'agenzia Fars gli aveva chiesto se la sentenza potesse essere annullata. ATS
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